Storia |
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Pur
storicamente recente, sulle origini di questo paese esistono interpretazioni
controverse. Secondo alcuni Cerva esisteva già con questo nome
intorno al 1620, epoca della fondazione di Sersale (paese limitrofo),
ma la versione più accreditata e riscontrata è quella
secondo cui le origini risalgono ai primi anni del sec. XVIII ad opera
di alcune famiglie di coloni provenienti dalla provincia di Cosenza.
Inizialmente feudo della famiglia Poerio di Belcastro, fu chiamata originariamente
con il nome di "San Giovanni della Croce", in seguito, questo
nome fu tramutato in "Cerva" perché era solita comparire
una cerva nelle vicinanze del villaggio; secondo altri il nome Cerva
deriverebbe dal fatto che anticamente queste zone, ricche di selvaggina,
erano rinomate per la caccia al cervo. Nel 1746 il villaggio dai Poerio
passò alle famiglie dei Maida di Cutro ma, dopo un breve periodo,
nel 1758 venne restituito di nuovo ai Poerio di Belcastro che lo tennero
fino all'eversione della feudalità avvenuta nel 1806.
Nel decennio della dominazione francese la Calabria segna un rinnovamento amministrativo ed in seguito a ciò, con decreto del 19 Gennaio 1807, Cerva veniva riconosciuta "LUOGO", ossia Università, del cosiddetto governo di Belcastro. |
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Con l'istituzione dei Comuni, decretata il 4 Novembre 1811, veniva considerata frazione di Andali e compresa nel circondario di Cropani. Dopo una pacifica convivenza, tra i due borghi, si sentì la necessità di rendersi entrambi autonomi. L'iniziativa fu presa dal parroco pro-tempore di Cerva, Stefano Trocino, il quale, esponendo le ragioni per le quali si rendeva indispensabile l'indipendenza, fra le varie argomentazioni, denunziò anche "la diversità etnica tra le due popolazioni, essendo Cerva italiana, mentre Andali di origine albanese". |
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Ciò
avveniva con una petizione firmata il 10 Maggio 1848 e diretta all'intendente
della Calabria Ulteriore Seconda. |
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Economia |
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| Negli anni del dopoguerra cominciò un lento ma inesorabile processo di trasformazione che ben presto portò il paese ad un assetto socio-economico | |||
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completamente
diverso; iniziò infatti il massiccio fenomeno dell'emigrazione
verso le regioni del Nord e verso i paesi europei che assottigliò
la popolazione residente, causò l'abbandono di molte delle
attività tipiche esistenti e fece quasi scomparire la disponibilità
di manovalanza agricola che ben presto si tradusse in un tracollo
di questa attività fondamentale. |
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