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STRADA DEDICATA AL
MEDICO SCORDAMAGLIA
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Se in una calda domenica di
fine agosto la gente di un paese preferisce assistere alla scoperta di
una lapide marmorea piuttosto che dedicare il proprio tempo all’ozio o
al divertimento o ancora agli hobby, vuol dire che la persona
rammentata nella targa ha lasciato un segno indelebile nel tessuto
sociale di una comunità.
Così a Cerva dove l’Amministrazione comunale ha dedicato una strada al
compianto medico Domenico Scordamaglia.
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Non
una arteria secondaria
o una piccola piazzola, ma un pezzo di strada principale, la
provinciale, che divide in due il paese dei murales. Non puoi che
passare da lì se vai a Cerva, non puoi che pensare a Scordamaglia se
scorgi la dedica e ti chiedi cosa ha fatto per meritare tutto ciò. Ha
fatto tanto e in tempi difficili.
Il sindaco Mario Marchio ha letto la motivazione dell’intitolazione
messa nero su bianco dal Consiglio comunale cervese: “ Il dottore
Domenico Scordamaglia è stato un punto di riferimento per tutto il
paese. E’ nato nel 1906 e morto nel 1972, ha fatto il medico a Cerva
per più di trent’anni. Grandi le doti professionali e umane. Un esempio
luminoso per il nostro paese. Siamo in debito di riconoscenza verso di
lui, oggi lo siamo un po’ meno, riempiamo un vuoto e consegniamo alle
nuove generazioni un esempio da imitare. E’ stato medico condotto,
facendo di tutto, il dentista, il ginecologo, lo psicologo e altro
ancora. E’ stato medico sui fronti di guerra.”
Per la serie tale padre, tale figlio, ha detto la sua il professore e
giudice Vincenzo Scordamaglia, figlio del compianto medico cui Cerva ha
dedicato un bel pezzo della sua toponomastica.
Ha asserito: “ Il groppo in gola non è un fatto fisiologico, è qualcosa
che ha a che fare con il cuore. Oggi avverto la benevolenza, la
generosità del popolo cerve verso mio padre. Qui in paese la gente
usava l’articolo determinativo riferito a mio padre: lo chiamavano il
medico. Ha fatto tanto per il paese di Cerva , non lo dico per
filiazione, ma per convinzione, un esempio perché studiava, si
aggiornava.” Il professor Vincenzo Scordamaglia non è uno che apre
bocca per dargli fiato, è stato uno dei primi magistrati d’Italia a
soli 23 anni , giudice di cassazione e avvocato di chiara fama, ha un
eloquio pieno di imprevisti, un’arte oratoria capace di lasciare
l’uditorio basito: “ Viviamo in una società sbandata e sbiadita, ben
vengano esempi come mio padre. Il mestiere che faceva, il medico, lo
obbligava a immergersi nella società, l’ha fatto con profonda
dedizione. Dico grazie a tutti per questo momento di aggregazione così
coinvolgente.”
Se il medico bravo è quello che cura non solo il corpo, ma anche lo
spirito, esprimendo non solo competenze, ma anche doti umane, Domenico
Scordamaglia lo fu un bravo medico e la gente del suo paese non se l’è
scordato. Morale: Cerva scava nella memoria per tracciare un profilo
tra bene e male, tra virtù e vizi, lo fa grazie a Domenico
Scordamaglia, apprezzato in vita, non negletto da morto.
Enzo Bubbo
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