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IL COMUNE
DIFENDE LA SUA AUTONOMIA SCOLASTICA
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A DIFESA DELL’ISTITUTO
COMPRENSIVO DI PETRONA’ E CONTRO IL DIMENSIONAMENTO Petronà ha la sua
scuola e non la immagina all’ombra di altre
istituzioni
scolastiche. Lo postula la legge che prevede deroghe per i comuni di
montagna,
lo chiede il paese.
Così nero su bianco sulla razionalizzazione della rete scolastica è
stato
scritto dalla Giunta comunale presieduta dal sindaco Santino Bubbo.
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Delle due una: o si resta così com’è con un Istituto comprensivo che
consta
poco meno di 500 studenti o si aggrega a Petronà la vicina Belcastro. Non piacciono altre
ipotesi, men che meno la perdita dell’autonomia
scolastica
con la conseguente e invisa reggenza. L’antefatto è che il
prossimo 18 ottobre si terrà alla Provincia di Catanzaro
la conferenza d’ambito per il dimensionamento delle scuole del primo
ciclo:
nelle Regioni inadempienti, legge n. 111 15 luglio 2011, verrà nominato
un
commissario ad acta.
E Petronà gioca di anticipo: ha già i discenti di Cerva e Andali e non
disdegnerebbe anche Belcastro con cui ha già fatto scuola insieme per
tanti
anni.
Le parole del primo cittadino Santino Bubbo non lasciano spazio a
equivoci o
mistificazioni. Scrive:
“All ’Istituto comprensivo di Petronà, che già comprende le scuole di
Petronà, Cerva e Andali, con una popolazione scolastica di 460 alunni,
va
accorpata la scuola di Belcastro.
Il Comune di Belcastro è limitrofo al Comune di Petronà, Cerva e Andali
e
anche gran parte del territorio del Comune di Belcastro è Comune
montano,
raggiungendo i 900 m s.l.m..
Esiste la località di “Acquavona”, ricadente nel Comune di Belcastro,
ma
inserita nel nucleo abitato del Comune di Petronà e pertanto una parte
della
popolazione scolastica di Belcastro, già frequenta la scuola di
Petronà.
A rafforzare questa soluzione vi è l’identica realtà orografica e
omogeneità
socio-culturale tra i Comuni di Petronà, Cerva, Belcastro e Andali e
anche la
storia è per questo sbocco, considerato che anni fa le Scuole di
Petronà e
Belcastro stavano insieme.
Considerato che, con molta probabilità, vi sarà un unico istituto
comprensivo
tra le Scuole di Botricello e Cropani, al fine di superare i mille
alunni, la
Scuola di Belcastro potrebbe tranquillamente essere accorpata
all’Istituto
comprensivo di Petronà.
Tutto ciò anche al fine di mantenere l’Istituto Comprensivo di Petronà,
senza
alcuna conseguenza di tagli occupazionali, in aree montane in cui le
percentuali di disoccupati è elevatissima.”
La comunità educante di Petronà auspica che il dimensionamento non sia
una
semplice sommatoria di numeri e dice senza perifrasi che è una scuola
che
merita più di un distinguo.
Uno: ha una minoranza linguistica albanese che è Andali. Due: non
mancano i
disagi dal punto di vista orografico perché ci si trova a 1000 metri di
altitudine. Tre: la comunità civica, insieme ai paesi vicini, è
considerata
area a rischio.
C’è disoccupazione, c’è tuttora emigrazione e ci sono fenomeni
criminali.
Comune e scuola lavorano in sinergia per promuovere forme di inclusione
sociale, non limitandosi a leggere le criticità del territorio.
Non è un caso che qui insistano importanti progetti sulla legalità che
hanno
visto il coinvolgimento e la presenza di personalità quali Salvatore
Borsellino, fratello del magistrato antimafia; Maria Falcone, sorella
del
giudice siciliano; il capo della Squadra mobile di Reggio Renato
Cortese e
altri insigni relatori che sono stati presenti nelle varie iniziative
sulla
legalità.
Confutazioni che ha fatto sue anche il Consiglio di Istituto della
scuola
diretta dal dirigente scolastico Francesco Biamonte.
L’organo di indirizzo della scuola, rappresentato dal presidente
Francesco
Olivo, la pensa come il Comune: non ci sono preclusioni verso le scuole
altri
paesi e si difende l’autonomia scolastica perché senza la scuola il
paese
perderebbe il solo luogo dove si rimuovono gli ostacoli che limitano
libertà e
uguaglianza.
Enzo Bubbo
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