Petronà, allagate case popolari

Allagate le case popolari di Petronà di via Vaccari. Le abitazioni residenziali pubbliche poggiano di nuovo sull’acqua. Ed è la terza volta dal 2006 a oggi. L’acqua piovana si accumula dietro l’immobile e filtra dentro le fondamenta in modo abnorme, salendo sempre di più. Ci sono danni materiali: rovinate tutte le conserve delle cantine di chi vi abita. Ci sono pericoli per l’incolumità delle persone: l’acqua copre i fili dell’energia elettrica, crea umidità e indebolisce l’intera struttura, compresi i muri maestri. Rischio crollo? Vivono sull’acqua, come su di una zattera, venti persone e tanti sono anche i bambini. C’è paura che possa succedere qualcosa di grave, lo si va dicendo da tempo, ma il silenzio di chi preposto è assordante.

Dire che è tutta colpa dei nubifragi è riduttivo. Qui c’è anche la mano dell’uomo con troppi anni di incuria e negligenze. Il dato di fatto è che non ci sono canali di drenaggio all’esterno, la pioggia non viene regolamentata, indirizzata lontana dalle case e  così tutta l’acqua prima si raccoglie e poi va a finire negli scantinati.  Il disservizio è stato segnalato più volte al Comune, alla Caserma dei Carabinieri, ai Vigili del fuoco, agli organi di stampa. Niente di fatto, nulla si muove, le parole volano via e resta solo indifferenza. E’ l’Aterp di Catanzaro che dovrebbe occuparsi della manutenzione, usiamo il condizionale perché di fatto l’ufficio di via Lidonnici non lo fa, non si interessa, non comunica e non da oggi. Passata la pioggia, il livello dell’acqua scenderà, ma il problema qui resta e qualora dovesse  accadere qualcosa, nessuno potrà dire io non sapevo. Di più: la struttura che ha più problemi è una, ma anche l’altra non è immune da infiltrazioni. Il Domani l’ha detto e anche più  volte. Non vorremmo indossare gli invisi panni di Cassandra.

VINCENZO BUBBO