GLI ARTIFICIERI PARLANO DELLA PERIOLOSITA’ DEI FUOCHI PIROTECNICI

NELLE SCUOLE Alcuni bambini non hanno più la mano, altri non ci vedono più, altri ancora hanno il viso sfigurato. Non è un film e non siamo in Iraq, siamo in Italia dove c’è il malcostume di farsi male con i fuochi pirotecnici, festeggiando il Natale o il Capodanno. Una fatalità? Non la pensa così la Squadra artificieri antisabotaggio del Comando provinciale Carabineiri di Catanzaro che, ogni anno, puntuale come la neve sulle alte montagne, va nelle scuole per parlare della pericolosità dei fuochi pirotecnici. Un fenomeno molto sottovalutato. Quest’anno hanno scelto Petronà, Andali e Cerva. Nella scuola media di via Arenacchio ha avuto luogo ieri mattina la campagna di prevenzione dal tema “Natale 2009- Capodanno 2010, non era destino, si poteva evitare.”

La prolusione è toccata al dirigente scolastico Antonio Mazza: “ Ogni anno puntualmente c’è chi perde la vista o la vita per i fuochi. Non serve a nulla piangere dopo, pensiamo prima.” La parola è poi passata agli artificieri Arcangelo Maria e Paolo Gigliotti. Il primo ha detto ai discenti di non usare proprio i fuochi perché “vietati ai minori di 14 anni, perché c’è l’arresto per chi li usa, perché a pagare sono i genitori e perché è da sciocchi rovinarsi la festa distruggendo e facendosi male da soli, spesso in modo irreversibile.” Non meno eloquente è stato l’appuntato Gigliotti sul labile confine tra festa e tragedia: “ Pensate a quante cose non possiamo fare senza una mano. L’anno scorso in Calabria 290 incidenti per i fuochi. Possiamo farne a meno.” I ragazzi dei tre paesi erano attentissimi e sono rimasti basiti dinanzi alle immagini dei gravi infortuni cagionati dai fuochi. C’era all’iniziativa anche il Capitano della Compagnia Carabineiri di Sellia Marina Alberto Pigozzo che ha contestato l’ossimoro giochi pirotecnici perché “tutto sono, tranne che giochi”. Pigozzo ha poi parlato della polvere nera che si trova nei petardi, definita “polvere pazza perché spara quando vuole.” Il giovane Capitano ha chiesto ai bambini di educare per una volta loro i genitori, chiedendo di “non usare fuochi pericolosi.” Alla manifestazione ha preso parte anche il Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri Giuseppe D’Addio.

ENZO BUBBO