Cerva, paese senza posta |
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Paese senza corrispondenza per quasi un mese perché non c'è il postino. Neppure uno. Il portalettere ha avuto le insindacabili ferie e al suo posto nessuno: chi può si arrangi, vada a prendersela da solo la posta. Nel grande libro delle cose che non vanno in Calabria, le poste meritano un corposo capitolo. Monta la protesta nel paese dei murales per i disservizi alle Poste. Come è già capitato a Zagarise e come pare possa capitare ad Andali, il portalettere si assenta senza che venga rimpiazzato e i locali delle Poste più che uffici somigliano molto a magazzini di deposito carta tant'è la corrispondenza accumulata e mai consegnata a chi di diritto. |
I disagi si contano a iosa. Uno: il pagamento delle bollette. Se non vengono pagate che succede? Non dovrebbero essere i cittadini a chiarire, non sono loro i responsabili, ma sono parte lesa. Due: tanta gente aspetta soldi dopo esserseli guadagnati. E anche qui come la mettiamo? E' costernato il primo cittadino di Cerva Mario Marchio: " Abbiamo segnalato il disservizio alle Poste centrale di Reggio Calabria, così non si fa. Il Governo Berlusconi invece di tagliare, dovrebbe preoccuparsi di quello che succede quando vengono meno servizi di pubblica utilità. Si tratta di prestazioni collettive che vanno garantite sempre e comunque perché comunicazioni irrinunciabili. Sono dalla parte dei miei compaesani che sono arrabbiati e ne hanno ben donde." Le Poste italiane nella provincia di Catanzaro passano da un disservizio a un altro e la strategia del braccino corto depone malissimo, magari risparmi qualche soldo, ma restituisci un'immagine tanto brutta quanto deleteria dell'azienda di comunicazioni. La Regione Calabria dica qualcosa: c'è aria di smobilitazione negli uffici postali.
Vincenzo Bubbo |
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