PRESILA CATANZARESE, CIMITERI PIENI DI GENTE E LOCULI COLORATI DI FIORI

Cimiteri pieni di gente nella presila catanzarese per l’annuale ricorrenza della Commemorazione dei defunti del 2 novembre.
Da Petronà a Cerva, da Andali a Sersale e Zagarise. Tutti al camposanto con  il cuore abitato dai propri cari che non ci sono più e  in mano un mazzo di fiori.
Ci sono i residenti, non mancano quanti  vivono fuori e tornano solo per abbracciare i propri defunti.

Non c’è tomba senza rose e altri freschi fiori, non c’è persona che non rifletti sul tema della morte. La morte come naturale conclusione della vita terrena di ogni essere umano, la morte come meditazione sul mistero del trapasso nell’aldilà, sul promessa cristiana del regno dei cieli, sul valore del culto, sulla, foscoliana,  “celeste corrispondenza di amorosi sensi” che lega i viventi alle persone care scomparse.

Il “memento mori”( ricordati che devi morire),  che nell’antica Roma, veniva sussurrato all’orecchio del generale vincitore durante la cerimonia del trionfo, diviene il pensiero che alberga nella mente di tutti.  
Si vive la morte e si vive con la morte, una cosa che dovrebbe indurci a vivere più umanamente la nostra vita terrena e a tenerci sempre spiritualmente pronti a lasciarla per entrare in quella terrena. Dovrebbe, ma non sovente non è così.

VINCENZO BUBBO