Maltempo, ingenti danni nella Presila

Non ricordo un temporale così da trent’anni”.  Le eloquenti  parole di un’anziana signora di quasi ottant’anni bastano e avanzano per capire quanto copiosa è stata nelle ultime ore la pioggia nella presila catanzarese. Smottamenti, tuoni spaventosamente forti, rivoli impazziti,  telefoni muti,  strade che scompaiono sotto la fanghiglia,  grosse pietre che rotolano come palle e acqua che si intrufola anche nelle case. E ancora: case al buio ed tanti elettrodomestici ora inservibili. Sembra una pagina dell’apocalisse, è la cruda realtà. Mentre scriviamo ancora piove e non è possibile quantificare i danni, ma ci vuole poco per intuire che sono ingenti sia alle colture sia alla viabilità. La situazione è grave ad Arietta, la piccola frazione di Petronà che è quasi isolata, avendo problemi di transitabilità  sia sulla strada che la collega a Petronà e Mesoraca, sia su quella per Marcedusa.

Il Comune, c’era anche il primo cittadino Santino Bubbo, è intervenuto  all’alba con due ruspe. E prezioso è stato anche il contributo di volontari, degli operatori della Provincia, dell’Afor e dei Carabinieri del maresciallo Giuseppe D’Addio. Il fango è ancora dappertutto nel piccolo centro abitato e si è anche sfiorata la tragedia: l’acqua è entrata come una furia in un’ abitazione e una signora è stata costretta a uscire dalla finestra per salvarsi la vita. Mobili e conserve: tutto rovinato.
Se ci spostiamo un po’ più su la situazione non è rosea. Ha ceduto la strada tra Belcastro e Petronà anche perché c’è un cantiere della Provincia aperto da almeno dieci anni e mai concluso. Andali ha invece chiuso le scuole perché i discenti non potevano raggiungerle e il primo cittadino Giuseppe Costantini ha disposto l’ordinanza già ieri mattina, anche per l’impraticabilità delle vie di comunicazione. Tanti alunni non sono entrati nelle aule anche se  le scuole erano aperte. Tantissima la paura e i raccolti in ginocchio da una pioggia che dire incessante è dire poco. E ora si fa la conta di quello che prima c’era e ora non c’è più o è distrutto.

VINCENZO BUBBO