Cerva, risorge il calcio

Primi tre punti in caso contro lo zagarise

Come l’Araba fenice, il calcio a Cerva risorge dalle ceneri e torna a nuova vita. Ha rischiato  di scomparire il pallone nel paese presilano, ma non è stato così grazie a tanti giovani dirigenti pronti con i fatti a smentire sedicenti Cassandre, brave a volte solo a criticare e mai a fare, a reagire. L’iscrizione al campionato di terza categoria è arrivata l’ultima ora dell’ultimo giorno utile. Domenica scorsa, la prima in casa, Cerva si è presentata con tanti giovani smaniosi di divertirsi e socializzare rincorrendo  una palla e rappresentando la maglia di un paese.

Sono giovani quasi tutti di Cerva, quattro di Belcastro, uno di Andali, messi in campo dall’allenatore Michele Griffo e organizzati dal presidente Carmine Iuliano e dai dirigenti Sacco Saverio, Colosimo Luigi, Borelli Marco, Elia Angelo, Vonella Giuseppe, Marchio Serafino, Elia Palmerino, Sacco Emanuele. C’è  la squadra anche perché ci sono anche tanti sponsor, commercianti, professionisti che lavorano a Cerva e sanno che lo sport è importante non solo parlarlo, ma anche giocarlo.
E Cerva ha giocato vincendo con lo Zagarise la prima tra le mura amiche con gol del talentuoso numero dieci Francesco Marchio, di Amedeo Tallarico e rete di Stefano Raimondi. La cosa più bella la si è fatta però prima della gara con un mazzo di fiori, un giorno prima della commemorazione dei defunti, sotto il monumento dedicato a Raffaele Filippis, uno che di gol se ne intendeva molto. Sono arrivati i primi tre punti, ma alla nuova dirigenza non interessa solo la classifica, ma, fa sapere il neopresidente Iuliano, “preme di più la vera cultura sportiva che è rispetto delle regole e degli avversari”. E’ già qualcosa di importante, di edificante.

VINCENZO BUBBO