Petronà, ancora studenti senza corriera

La prima b dell’Istituto psico-pedagogico di Mesoraca ieri non era in classe, banchi vuoti e insegnanti a cui non resta che fare soliloqui. I ragazzi non c’entrano però nulla, sono anche loro parte lesa. Nessuna assenza arbitraria, nessuna voglia di bigiare la scuola, dietro c’è altro ed è la solita minestra, minestra scipita.
Ancora una volta non passa il pullman che porta gli studenti petronesi e di Cerva nei licei di Mesoraca. E’ la corriera delle Ferrovie della Calabria, azienda che da un po’ di anni ha in queste latitudini un comportamento molto indecoroso: gli autisti si assentano spesso e non vengono rimpiazzati. Avvisare prima? Macchè. Corre voce che il tragitto sia troppo duro e non resta che assentarsi: chi se ne frega se c’è chi ha una interrogazione o un compito, chi avanza dei diritti e chi richiama a insindacabili doveri, tanto poi non succede nulla, nella più becera impunità.

Così quasi 50 alunni, non solo la prima b assente giustificata, non possono andare a scuola e non per scelta propria. Non bisogna scomodare giurisperiti per dire che è interruzione di pubblico servizio: un reato e come tale va perseguito. Fatto sta che le cose si trascinano stancamente e la storia si ripete da un lustro nell’indifferenza dei grandi e nell’impotenza degli sfiduciati studenti.
Se le Ferrovie della Calabria arrecano ogni anno più di un disservizio, non meglio si comporta l’azienda Romano che, come le altre aziende di trasporto, ha deciso che quest’anno non scende nella piccola frazione Arietta: chi non ha la macchina, poveri anziani, si arrangi o se ne stia a casa.
E’ l’impietosa fotografia di ciò che accade nella presila e nel crotonese dove la cultura dell’utenza è un’espressione che manca nel vocabolario di chi si occupa del trasporto pubblico su terra.

VINCENZO BUBBO