Cerva, è nata Benedetta bimba quasi miracolata |
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L’hanno chiamata Benedetta. Ed è un nome che le si addice di più. Una bimba di Cerva ha fatto gridare al miracolo poche ore fa nei reparti di nefrologia e ginecologia del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Il perché di tanta meraviglia è presto detto: Benedetta ha avuto la vita da chi la vita stava quasi per perdere.
E’ in dialisi la mamma della neonata, lo è da un anno e mezzo, da quando una diagnosi cinica e inattesa le ha detto che la sua vita non sarebbe stata più la stessa, che il tempo che aveva alle spalle era uno sbiadito ricordo del passato. Oggi come domani, domani come oggi: corsie ospedaliere, barelle, camici bianchi, punture e altro. Un giorno sì, un giorno no, sempre più spossata, sempre più giù di morale. Figuriamoci un bambino, quasi un’utopia, non ci si pensa proprio. |
| La medicina dice che l’incidenza di una gravidanza nei dializzati è una rarità, è cosa straordinaria. E invece ecco l’eccezione, ecco l’accadimento insperato, contro ogni logica. Una bimba di due chili e 60 grammi con bellissimi tratti somatici è lì che testimonia una cosa che la medicina stenta a spiegarsi, non trova le parole, le pezze giustificative. C’è incredulità e anche tanta felicità nelle parole di papà Massimo Capocasale: “ Ho sentito il bisogno di partecipare a tutti la mia grande emozione. E’ uno dei giorni più belli della mia vita. Una felicità insperata anche se sempre nella preoccupazione. Non sta molto bene mia moglie e io le sono vicino da sempre, sapere che ha portato alla luce la nostra bambina mi dà una gioia ineffabile”. Non c’è solo la felicità di una papà, ma anche la testimonianza senza piaggeria di un cittadino soddisfatto: “ Approfitto di questo spazio per dire grazie a quanti lavorano nel reparto di nefrologia del Pugliese. La professionalità non è una virtù come le altre, non si trova al mercato, si costruisce negli anni e qui mi sono sentito a casa. Tanta umanità, tanta professionalità. Grazie al primario dottor Lombardi. Grazie al dottor Pietro Presta, responsabile dialisi, grazie anche al dottor Pullano di ginecologia, tutti sappiamo che questa storia poteva finire in un altro modo, senza lieto fine. Vedo ogni giorno tanta disponibilità, tanta comprensione. Grazie”. Triti luoghi comuni parlano della sanità in Calabria come qualcosa di inutile, dove non succede mai nulla di buono, dove tutto è sinonimo di negligenza, di pressappochismo così si generalizza, si banalizza e storie come quelle di Benedetta restano invisibili nell’ombra, quando invece ci dicono che anche nel nosocomio cittadino non manca chi considera la medicina un’alta missione dalla nobilissima funzione: salvare vite umane. Auguri Benedetta. VINCENZO BUBBO |
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